Ukiyoe

Cosa sono gli Ukiyoe?

 L’ukiyoe è un genere figurativo, in gran voga durante l’epoca Edo. La parola “ukiyo” (letteralmente “mondo fluttuante”, un termine di origine buddhista) ha vari significati, uno dei quali è “alla moda” o “di attualità”, per cui tali immagini rappresentavano le usanze del tempo. Lo stile ukiyoe deriva dalla pittura in stile Yamato, uno stile prettamente giapponese, diffuso tra i secoli VIII e XII d.C., nel periodo Heian. I suoi temi erano legati alla quotidianità della vita delle persone, ai paesaggi e al quadro culturale del tempo.

Gli Ukiyoe segno di un’epoca, hanno saputo influenzare anche l’arte europea

Tra le sue fonti di ispirazione il teatro, la letteratura, la poesia, i costumi, le leggende locali, i ritratti, le nature morte, i paesaggi, la famiglia imperiale, la religione. Poi, nella fase conclusiva, la trasformazione sociale e culturale della fine dell’Ottocento. Per le persone dell’epoca gli ukiyoe erano una fonte di informazioni le più varie, dalla moda ai viaggi e agli avvenimenti di attualità. E’ nota l’influenza che gli ukiyoe hanno avuto sugli artisti europei, come Vincent van Gogh, Claude Monet, sia nel tratto del disegni, sia nell’utilizzo del colore. Ad Ojiya, gli ukiyoe venivano chiamati egami (a intendere illustrazioni policrome su carta) e conservate dalle varie famiglie.

Comitato per la preservazione dell’egami di Ojiya

Per le famiglie di Ojiya, possedere egami era una cosa piuttosto comune, per cui praticamente nessuno pensava si trattasse di oggetti di grande importanza. Una maggiore consapevolezza sull’effettivo valore degli egami (universalmente noti come ukiyoe) ha iniziato a nascere circa 20 anni fa, quando un celebre maestro di canzoni tradizionali nagauta ha visto un ukiyoe firmato Suzuki Harunobu esposto in negozio, rimanendo sbalordito dal fatto che una normale famiglia potesse possedere una stampa così preziosa. Questo è stato lo spunto di partenza per una serie di ricerche sugli egami. Subito dopo fu costituito un Comitato di cittadini e di specialisti, anche sull’onda della preoccupazione che la eventuale vendita degli egami avrebbe causato la fine di questa importante tradizione della cultura locale.

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